DISCORSO DI COMMIATO


Ufficiali, Sottufficiali, Graduati ed Alpini del 18°Reggimento "Edolo":
E' con profonda gratitudine che desidero ringraziare, anche a nome vostro, tutti gli intervenuti, i reduci, le autorità, specificatamente i Signori Sindaci della Città di Merano e della Città di Edolo ed in particolare il Sindaco di Marengo mio e vostro caro amico, le gentili Signore, i numerosi amici ed i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, l’Associazione Nazionale Alpini, che giungendo anche da lontano, ci testimoniano considerazione ed affetto in una giornata di grande tristezza; un grazie particolare al Capo Gruppo dell’A.N.A. di Merano.

Oggi infatti, ci raccogliamo per l’ultima volta attorno alla nostra amata e venerata Bandiera che cessa dall’essere insegna del Reggimento per ascendere l’altare della Patria ed unirsi alla moltitudine di vessilli che le mutate condizioni geostrategiche e la conseguente professionalizzazione delle Forze Armate hanno consegnato alla storia ed alla memoria nella Nazione.

Con Lei non se ne va soltanto il 18°Reggimento Addestramento Reclute, unità scolastica di recente costituzione, ma si pone la parola fine ad un capitolo importante di storia patria. Scompare infatti il Battaglione Alpini “Edolo”, reparto carico di gloria che ha contribuito in maniera significativa e determinante a creare la leggenda degli Alpini.

Nel cordoglio del momento, solo in parte mitigato dall’orgogliosa fierezza per essere gli ultimi depositari di un immenso patrimonio di gloria, rivolgiamo un reverente pensiero ai caduti, ai feriti ed a tutti i “Veci” che in pace come in guerra, per compiere per intero il loro dovere, hanno patito nella carne e nello spirito, proponendosi a noi quali maestri di etica ed a loro facciamo solenne promessa di proseguire lungo la via che ci hanno indicato, portando nei Comandi e nei Reparti cui siamo destinati, il loro spirito. Lo spirito degli indomiti combattenti sulle ambe abissine, sulle sabbie della Tripolitania, sui ghiacciai dell’Adamello. Lo spirito di chi, senza nulla chiedere e tutto donando, ha arrossato del suo sangue le nevi del Col De La Seigne, dei monti di Grecia e d’Albania e delle steppe di Russia. Lo spirito di Valsecchi, di Esposito, di Rivoir, di Achilli e della moltitudine di sconosciuti eroi che, alla Ridotta Lombardia come a Dushar, tennero duro per l’onore del Corpo e della Bandiera e che a Nikolaijevka, nell’ultimo e disperato assalto, schiusero la via della salvezza e del ritorno a migliaia di sbandati altrimenti condannati a miserevole fine.

Promettiamo quindi, pur privi dei nostri leggendari contrassegni, di continuare nel solco della trazione da loro ereditata, a dare all’Italia amore, protezione e sicurezza. Quello stesso amore con cui operarono i nostri predecessori soccorrendo le popolazioni colpite da devastanti calamità naturali. Quella stessa protezione e sicurezza che le nappine verdi hanno sempre assicurato alla nostra gente ed alle Istituzioni, fronteggiando terrorismo e gravi perturbamenti dell’ordine pubblico.

Alpini del 18° “Edolo”, quel ferreo reparto che è sempre stato un sicuro riferimento per tutti quei soldati con la penna e non solo per loro, quel reparto dal nome leggendario che la severa scuola della montagna e la determinazione nel giornaliero operare hanno permeato di un formidabile spirito di corpo, presenta per l’ultima volta le armi alla propria bandiera, santificata dagli ori e dagli argenti al Valore militare e civile di molti nostri commilitoni, che spesso le hanno rivolto l’estremo saluto inviandole l’ultimo bacio, ed a lei, nostra forza e nostro sprone, rinnova il giuramento di fedeltà nella consapevolezza di averla servita con onore come imposto da una più che secolare tradizione che inorgoglisce ogni italiano.

Fiero di aver portato i nostri colori, servendo per lunghi periodi tra i più significativi della mia attività professionale, nell’ “Edolo” prima e nel Reggimento poi, ed onorato di avervi avuto ai miei ordini, Vi ringrazio per la partecipazione, lo slancio, la bravura e l’affetto con cui avete gratificato i miei 5 anni di comando e contribuito a mantenere ed ove possibile elevare, quella fama di altissima efficienza, di impareggiabile tono morale e di formidabile coesione che da sempre contraddistingue il reparto.

Reparto cui non sono mai state estranee le nostre famiglie, che con la loro cosciente accettazione del nostro “status” militare e degli inevitabili, conseguenti sacrifici e disagi, hanno partecipato della nostra vita donandoci serenità ed amorevole sostegno. Un grazie infine a mia moglie che mi è stata vicina in questi cinque anni di comando anche spronandomi nei momenti di difficoltà. A loro quindi, ai nostri genitori, alle nostre spose, ai nostri figli, un affettuosissimo pensiero ed un particolare ringraziamento nel momento del commiato.

Addio 18° “Edolo”! fedele al tuo motto “Dür per Dürà”, sei stato un duro, coriaceo strumento di pace e di guerra e durerai per sempre nel cuore di ogni Alpino e nella riconoscente memoria di ogni Italiano.

C.te 18° Rgt “Edolo”
Colonnello Walter Segata


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